Tra il 1887 ed il 1890, Henry Poincaré, lavorando al problema della stabilità delle orbite di tre corpi celesti soggetti alla mutua attrazione gravitazionale, fu il primo a scoprire che sistemi dinamici semplici (cioè descritti da un piccolo numero di equazioni differenziali) possono avere soluzioni estremamente complicate le quali, pur rimanendo confinate all'interno di un insieme limitato dello spazio delle fasi, non sono periodiche, né quasi periodiche, né tendono ad un punto fisso (esse sono oggi chiamate soluzioni caotiche).
Uno degli strumenti matematici che egli dovette inventare per
dimostrare l'esistenza di tali soluzioni è noto col nome di MAPPA
DI POINCARÉ. Questa tecnica consiste nel ridurre un sistema dinamico
ad
dimensioni (cioé descritto da
equazioni) in una
mappa ad
dimensioni. L'idea che sta alla base della sua
costruzione è illustrata in figura (
). Si tratta
di scegliere una oppurtuna (iper)superficie
che intersechi
le orbite ottenute risolvendo un certo sistema dinamico. La sequenza
dei punti di intersezione fra le orbite e la superficie definisce
una mappa
sulla superficie
. In particolare, se
interseca un'orbita
periodica del sistema dinamico, la mappa
avrà un
punto fisso
(cioé tale che
).
Pertanto, il problema di studiare la stabilità di un'orbita periodica
di un sistema dinamico continuo si riconduce al problema di studiare
la stabilità di un punto fisso della sua mappa di Poincaré.
In termini concettuali questo è una enorme semplificazione. In termini
pratici, scrivere una espressione esplicita per la mappa
richiede, in genere, di risolvere analiticamente il sistema dinamico
di partenza, il che, ovviamente, rende le cose meno semplici di quanto
non sembrassero. Tuttavia, anche quando non è possibile trovare la
mappa di Poincaré facendi i conti con carta e penna, è sempre possibile
integrare numericamente un sistema dinamico a tempo continuo e lasciare
ad un programma per computer il compito estenuante di trovare i punti
di intersezione fra l'orbita calcolata numericamente ed una superficie
opportunamente specificata. Spesso il semplice fatto
di osservare l'evoluzione del sistema in
dimensioni, anziché
in
, è sufficiente a giustificare l'uso della mappa di Poincaré.